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Difficoltà economiche: come riconoscere i primi segnali 

Riconoscere per tempo i primi segnali di difficoltà economiche può aiutarti a evitare che una situazione temporanea diventi più complessa. Scopri quali sono i campanelli d’allarme da non ignorare e quali azioni possono aiutarti a prevenire situazioni di difficoltà e a gestire i tuoi debiti con maggiore consapevolezza.

Come riconoscere i primi segnali di difficoltà economiche e riprendere il controllo della propria situazione finanziaria

Ti è mai capitato di rimandare l’apertura di un estratto conto, o di controllare il saldo con un po’ di apprensione, quasi temendo cosa si troverà? Se ti riconosci anche solo in parte in questi comportamenti, può essere il momento giusto per osservare la tua situazione finanziaria con maggiore attenzione e fare chiarezza. Significa solo che è arrivato il momento di guardare la propria situazione finanziaria con lucidità.

È esattamente questo lo spirito della Giornata Senza Debiti: parlare apertamente dei temi legati ai debiti, senza giudizio, perché le difficoltà economiche capitano, e riconoscerle per tempo è il primo passo per gestirle.

I segnali da non ignorare per evitare difficoltà economiche

Ci sono alcuni campanelli d’allarme che, presi singolarmente, possono sembrare irrilevanti, ma che messi insieme raccontano una storia diversa. Vediamoli insieme:

  • Ricorri frequentemente al credito per coprire altre spese o pagamenti, anche quotidiani, perché le disponibilità sul conto non sono sufficienti.
  • Rimandi sistematicamente un pagamento per coprirne un altro: bollette lasciate in sospeso per riuscire a pagare una rata, o viceversa.
  • Eviti di aprire lettere o comunicazioni bancarie per la paura di leggere brutte notizie.
  • Chiedi prestiti a familiari o amici per arrivare a fine mese, cosa che prima non ti capitava.
  • Hai chiesto un nuovo prestito per pagarne uno vecchio: è uno dei segnali più chiari di una spirale che rischia di aggravarsi da sola.
  • Il conto resta spesso in rosso, e il fido non è più una rete di sicurezza per le emergenze ma un modo abituale per arrivare a fine mese.

Se ti riconosci in uno o più di questi problemi finanziari, non significa che la situazione sia necessariamente fuori controllo. È però un segnale che merita attenzione: una mancanza di liquidità occasionale può capitare, ma quando diventa una condizione ricorrente può trasformarsi in vero e proprio problema.

Difficoltà finanziarie non gestite: le conseguenze da non sottovalutare

Le difficoltà economiche possono portare a ricorrere al credito per affrontare una spesa importante o un acquisto necessario. Mutui, prestiti e finanziamenti, ad esempio per comprare un’auto, sono strumenti comuni nella vita di molte famiglie e avere un debito non rappresenta di per sé un problema.

Ciò che conta è mantenere gli impegni economici compatibili con le proprie disponibilità, evitando che il livello di indebitamento aumenti progressivamente fino a rendere più difficile sostenere rate e spese quotidiane.

Per questo è importante intervenire ai primi segnali, prima che una difficoltà temporanea diventi più complessa da gestire.

Come uscire dai debiti: una piccola guida step-by-step

Se ti riconosci in alcuni dei segnali che abbiamo visto, il primo passo è non ignorarli. Ci sono infatti alcune azioni concrete che possono aiutarti a fare chiarezza e a riprendere gradualmente il controllo sulla gestione dei tuoi debiti.

1. Ricostruisci la tua situazione debitoria

Parti facendo un riepilogo dei debiti ancora aperti: verifica quanto resta da pagare, quali sono le prossime scadenze e quali impegni incidono maggiormente sulle tue disponibilità.

Se sei un Cliente KRUK, puoi farlo anche attraverso e-KRUK: accedendo alla tua Area Riservata puoi consultare la tua posizione debitoria, verificare i pagamenti e gestirli online in autonomia.

2. Fai il punto sul controllo delle spese

Dopo aver fatto il punto sui debiti attivi, è il momento di analizzare il tuo budget: metti nero su bianco quanto entra ogni mese e quanto spendi, distinguendo le spese essenziali da quelle che puoi eventualmente ridurre. Avere un quadro realistico delle tue disponibilità ti aiuta a capire dove intervenire.

Per iniziare, KRUK mette a disposizione un planner del budget mensile [link al planner scaricabile], pensato per aiutarti a tenere traccia di entrate e uscite, capire meglio come utilizzi le tue disponibilità e organizzare il tuo budget domestico con maggiore consapevolezza.

3. Mantieni aperto il dialogo con i tuoi creditori

Se ti accorgi di essere in difficoltà economiche, non aspettare che si accumulino ritardi e non evitare il confronto con chi gestisce il credito. Se ricevi una telefonata, una lettera o un’altra comunicazione, non ignorarla: ascoltare o leggere quanto ti viene proposto può aiutarti a conoscere le soluzioni disponibili e a capire come affrontare la situazione.

Anche KRUK mette a disposizione dei propri Clienti diverse soluzioni di pagamento, tra cui la possibilità di scegliere un piano di rientro personalizzato, in funzione della propria situazione.

4. Cerca di mantenere regolarità nei pagamenti

Una volta individuato un percorso sostenibile, rispettare le scadenze aiuta a evitare che la situazione diventi più complessa, ad esempio con l’accumulo di ritardi o degli eventuali costi previsti.

Per i Clienti KRUK, e-KRUK permette anche di attivare l’addebito diretto delle rate: i pagamenti vengono così addebitati automaticamente sul conto corrente, riducendo il rischio di dimenticare una scadenza.

5. Valuta con attenzione prima di assumere nuovi debiti
Ricorrere a un nuovo finanziamento per coprire debiti già esistenti può aumentare il peso complessivo degli impegni economici. Prima di assumere nuovi debiti, è quindi importante valutarne con attenzione la sostenibilità rispetto al proprio budget e alla capacità di rimborso.

6. Non avere paura di parlarne

Il debito non deve essere un tabù. Se stai attraversando un momento di difficoltà, parlarne con una persona di fiducia, un familiare o un amico può aiutarti a guardare la situazione da un’altra prospettiva e ad affrontarla con maggiore serenità. Condividere una preoccupazione è già un primo passo per non lasciare che diventi un peso da gestire da soli.

Gestione debiti ed educazione finanziaria: una strada più serena, un passo alla volta

Attraversare un momento di difficoltà economica può capitare. Ciò che conta è riuscire a riconoscere per tempo i segnali e, soprattutto, non rimanere fermi di fronte alla difficoltà. Anche quando ci sono pagamenti in sospeso o si viene contattati da una società di recupero crediti, il primo passo è agire: fare chiarezza sulla propria situazione, non ignorare le comunicazioni ricevute e capire quali possibilità si hanno a disposizione.

Riconoscere una difficoltà economica, infatti, non significa dover risolvere tutto subito. Significa iniziare ad affrontarla, un passo alla volta, scegliendo come procedere in base alle proprie possibilità.

Per farlo, la consapevolezza è uno degli strumenti più importanti. Conoscere la propria situazione, tenere sotto controllo entrate e uscite e avere una visione chiara dei propri impegni economici aiuta a prendere decisioni più informate, prevenire nuove difficoltà e individuare un percorso sostenibile per gestire i propri debiti.

Vuoi fare un passo in più? In occasione della Giornata Senza Debiti, KRUK mette a disposizione contenuti, guide e strumenti utili per conoscere meglio la tua situazione finanziaria e imparare a gestire il denaro e i debiti con maggiore consapevolezza.

Scopri tutte le risorse della Giornata Senza Debiti.

Piano rateizzato vs unica soluzione: quale scegliere?

Quando devi saldare un debito, puoi valutare diverse modalità di pagamento in base alle tue disponibilità. Scopri le differenze tra pagamento in un’unica soluzione e piano rateizzato, e quali aspetti considerare per scegliere la soluzione più adatta alla tua situazione.

Piano rateizzato o pagamento in un’unica soluzione? Cosa valutare prima di scegliere

Avere un debito non significa necessariamente trovarsi in difficoltà economiche. Mutui, prestiti e finanziamenti fanno parte della vita di molte persone e possono servire per affrontare spese importanti, dall’acquisto di una casa a quello di un’auto.

Anche quando il debito è sostenibile e sotto controllo, però, conoscere le diverse modalità per estinguerlo può aiutarti a gestirlo con maggiore consapevolezza. Meglio saldare tutto subito oppure distribuire il pagamento nel tempo?

La risposta dipende dall’importo dovuto e, soprattutto, dalle disponibilità economiche. In questo articolo vediamo quindi le differenze tra pagamento in un’unica soluzione e piano rateizzato (o piano di rientro), per capire come funzionano e quali aspetti considerare nella scelta.

Come uscire dai debiti: quali modalità di pagamento valutare

Quando un debito va saldato, le opzioni sul tavolo sono generalmente due. Vediamole una per una, così da capire quale si adatta meglio alla tua situazione.

  • Pagamento in un’unica soluzione: se disponi della liquidità necessaria, ti permette di saldare subito l’intero importo dovuto e arrivare all’estinzione del debito con un solo versamento. Uno dei vantaggi è poter ottenere più rapidamente la quietanza liberatoria, che attesta l’avvenuto pagamento e l’estinzione dell’obbligazione, senza dover attendere la conclusione di un piano rateizzato. Chiudere prima la posizione consente inoltre, qualora ne avessi necessità, di procedere prima con un’eventuale nuova richiesta di credito.
  • Piano rateizzato: se non puoi sostenere l’intero importo in una volta sola, ti permette di distribuire il pagamento nel tempo attraverso rate periodiche, definite in base alle condizioni concordate e alle tue disponibilità economiche.

Cos’è un piano rateizzato e come funziona la rateizzazione del debito

Un piano rateizzato, o piano di rientro, è un accordo di pagamento tra il debitore e il creditore che stabilisce di restituire il debito non in un’unica volta, ma attraverso rate periodiche, generalmente mensili, calcolate su un importo

Sostenibile.

Il principale vantaggio della rateizzazione è la possibilità di distribuire il pagamento nel tempo, evitando di sostenere l’intero importo in un’unica soluzione. Anche in questo caso, però, è importante che l’importo delle rate sia compatibile con il proprio budget e con le altre spese da sostenere.

Se invece disponi della liquidità necessaria, puoi valutare il pagamento in un’unica soluzione, che consente di saldare l’intero importo dovuto con un solo versamento e arrivare subito all’estinzione del debito. In questo modo non avrai più rate e scadenze da gestire nel tempo, purché il pagamento non comprometta le risorse necessarie per le spese quotidiane e gli eventuali imprevisti.

Anche KRUK mette a disposizione dei propri Clienti entrambe le possibilità: saldare il debito in un’unica soluzione oppure, quando necessario, scegliere un piano rateizzato tra le opzioni disponibili.

Piano rateizzato vs unica soluzione: come scegliere?

Innanzitutto, è importante dire che non esiste un’unica modalità di pagamento adatta a tutti. Se ti trovi a scegliere tra pagamento in un’unica soluzione e piano rateizzato, vale la pena considerare diversi fattori: l’importo da restituire, la liquidità a disposizione, le altre spese da sostenere e anche il modo in cui preferisci gestire i tuoi impegni finanziari.

Preferisci risolvere tutto subito e non avere più scadenze a cui pensare? Se hai la disponibilità economica necessaria, il pagamento in un’unica soluzione ti permette di saldare il debito con un solo versamento e chiudere la tua posizione.

Preferisci invece procedere un passo alla volta, oppure non puoi sostenere l’intero importo in una volta sola? In questo caso, un piano rateizzato può permetterti di distribuire il pagamento nel tempo attraverso un piano rateizzato, procedendo gradualmente verso l’estinzione del debito.

Se sei un Cliente KRUK, puoi consultare la tua posizione e le modalità di pagamento disponibili direttamente su e-KRUK, così da avere un quadro chiaro del debito e valutare in totale autonomia come preferisci procedere.

In entrambi i casi, la cosa più importante è fare una scelta sostenibile per te, valutando con attenzione le tue disponibilità e l’impatto del pagamento sul tuo budget.

Vuoi capire quale opzione è più compatibile con il tuo budget? Parti dalla verifica della tua situazione finanziaria e consulta le guide della Giornata Senza Debiti dedicate a budget, gestione delle spese e debiti.

Scopri tutte le risorse della Giornata Senza Debiti.

Cessione del credito: cos’è e cosa cambia per il debitore

 Cosa succede quando un debito viene ceduto a una società specializzata? La cessione del credito può offrire al debitore nuove opportunità e soluzioni per gestire la propria posizione. Scopri cosa cambia e come affrontare questo passaggio con maggiore consapevolezza.

Cos’è la cessione del credito, come funziona e cosa cambia per il debitore

Hai mai sentito parlare di cessione del credito? Se hai ricevuto una comunicazione che ti informa che il tuo debito è stato ceduto a un nuovo soggetto, è normale avere qualche dubbio o chiedersi cosa cambierà.

Eppure, si tratta di un’operazione del tutto legittima e molto più comune di quanto si pensi. Capire come funziona è il primo passo per affrontarla con maggiore consapevolezza, senza timori né tabù.

È proprio questo lo spirito della Giornata Senza Debiti: dare alle persone gli strumenti per conoscere i propri diritti e gestire il debito in modo informato.

Cessione crediti: cos’è e cosa dice la legge?

Partiamo dalle basi. La cessione del credito è un istituto disciplinato dagli articoli 1260 e seguenti del Codice Civile, che permette a un creditore (il cedente) di trasferire il proprio diritto di credito a un altro soggetto (il cessionario), dietro pagamento di un corrispettivo.

E per chi ha il debito, cosa significa? Il debitore, chiamato in questo contesto debitore ceduto, resta lo stesso: a cambiare è il soggetto titolare del credito, che diventa il nuovo interlocutore per il pagamento del debito.

La legge non richiede il consenso del debitore alla cessione: sarà però importante che quest’ultimo venga a conoscenza del passaggio del credito, così da sapere chi è il nuovo soggetto a cui fare riferimento per la propria posizione debitoria.

Ma come avviene concretamente la cessione del credito e perché il tuo debito può passare a un altro soggetto?

Cessione del credito: come funziona nel concreto

Facciamo un esempio semplice: hai un prestito con una banca e, per qualche motivo, non riesci a pagare una o più rate. La banca può decidere di vendere questo credito a un’altra società, che da quel momento diventa la tua nuova interlocutrice.

L’accordo tra le due aziende avviene per iscritto, ma tu non devi firmare nulla: la legge ti tutela comunque, perché prevede che tu debba essere informato del cambiamento. Come?

Attraverso una notifica della cessione del credito oppure una semplice comunicazione della cessione del credito, tipicamente una lettera. Ad esempio, se ricevi una lettera da KRUK Italia significa che una di queste società ha acquistato il tuo debito da un’azienda o da un istituto di credito con cui lo avevi originariamente contratto.

Ricorda: finché non arriva questa comunicazione, un pagamento fatto al vecchio creditore resta comunque valido; una volta ricevuta, però, dovrai rivolgerti solo al nuovo titolare del credito, che sarà indicato con tutti i suoi riferimenti nella lettera stessa.

Perché una società di recupero crediti acquista un credito?

Quando una banca o una finanziaria ha molti crediti non pagati nei tempi previsti, spesso preferisce venderli in blocco a una società di recupero crediti specializzata, come KRUK: è quella che viene chiamata cessione di crediti deteriorati.

Per chi ha il debito, come vedremo, questo passaggio può in realtà rappresentare un’opportunità.

Cosa cambia davvero per il debitore quando avviene una cessione crediti?

Chiariamolo subito, perché è una delle domande più importanti: con la cessione del credito cambia innanzitutto il soggetto che gestisce il debito. Dal momento in cui ricevi la comunicazione, avrai quindi un nuovo interlocutore a cui rivolgerti per conoscere la tua posizione e capire come procedere.

Questo passaggio può inoltre facilitare la ricerca di un percorso sostenibile per affrontare il debito. Quando il credito viene acquistato da una società specializzata nel recupero crediti, infatti, entrambe le parti condividono un obiettivo: arrivare a una soluzione che permetta di risolvere il debito.

La società può quindi mettere a disposizione modalità di rientro più adatte alla situazione economica del debitore, anche diverse da quelle precedentemente previste dal creditore originario. KRUK, ad esempio, potrebbe proporre ai propri Clienti piani di rientro personalizzati e flessibili.

Avere un nuovo interlocutore, quindi, non rappresenta necessariamente un aspetto negativo: può significare poter contare su strumenti e modalità differenti per trovare un percorso di rientro sostenibile.

Come comportarsi quando si riceve una lettera di cessione del credito?

Il consiglio più importante è uno solo: non ignorare la comunicazione. Il primo passo è leggerla con attenzione, perché contiene tutte le informazioni necessarie per continuare a gestire il debito con il nuovo interlocutore, come origine e importo del debito, scadenza, numero di pratica e metodi disponibili per il pagamento.

KRUK, ad esempio, mette a disposizione dei propri Clienti e-KRUK, una piattaforma online attraverso cui è possibile:

  • consultare la propria posizione debitoria;
  • scegliere soluzioni tra cui pagamento in un’unica soluzione o piano rateizzato con addebito diretto;
  • gestire tutto comodamente da smartphone, con metodi di pagamento digitali come PayPal oppure carte di credito/debito.

Infine, aprire un dialogo con chi ora gestisce il credito, anziché evitarlo, può aiutare ad affrontare la situazione in modo più consapevole e a valutare le soluzioni disponibili per gestire il proprio debito.

Conoscere questi meccanismi e capire come funziona la cessione del credito è un passo importante verso una relazione più consapevole e serena con le proprie finanze. Ed è proprio questo l’obiettivo della Giornata Senza Debiti di KRUK: trasformare un argomento spesso percepito come scomodo in un’occasione di informazione, dialogo e ricerca di soluzioni concrete.

Hai ricevuto una comunicazione di cessione del credito? Non ignorarla: conoscere la tua posizione è il primo passo per gestirla con maggiore serenità. Consulta le nostre guide e gli strumenti dedicati per capire cosa cambia, verificare le informazioni sul tuo debito e valuta le soluzioni disponibili.

Scopri tutte le risorse della Giornata senza Debiti

Calcola rata prestito: come capire quanto puoi permetterti

Il calcolo della rata di un prestito è il primo passo per capire se un nuovo finanziamento è davvero sostenibile per il proprio budget. Scopri come valutarlo considerando reddito, spese mensili, debiti già in corso e possibili imprevisti.

Calcolo rata di un prestito: come capire se è sostenibile per il tuo budget?

Acquistare un’auto, ristrutturare casa o affrontare una spesa importante ricorrendo a un finanziamento è ormai una scelta sempre più comune: mutui, prestiti personali, acquisti a rate e formule Buy Now Pay Later permettono di distribuire il costo nel tempo, rendendo accessibili beni e servizi che altrimenti richiederebbero un unico esborso significativo.

Quello che però rischia di sfuggire è una valutazione attenta della sostenibilità economica di questi impegni che, pur assumendo forme diverse, rappresentano tutti una forma di debito. Prima di accendere un nuovo prestito, è quindi importante effettuare un calcolo della rata del prestito e capire se l’importo sarà davvero sostenibile nel tempo rispetto alle proprie disponibilità.

Valutarlo in anticipo aiuta a prevenire possibili difficoltà economiche: è proprio questo lo spirito della Giornata Senza Debiti, che invita a guardare alle proprie finanze con maggiore consapevolezza e razionalità.

Quando possiamo dire che una rata è sostenibile?

Una rata del prestito si può definire sostenibile quando riesci a pagarla ogni mese senza dover rinunciare alle spese essenziali o intaccare i tuoi risparmi di emergenza.

Sembra una definizione semplice, ma nella pratica è facile sottovalutarla: si guarda spesso solo alla cifra della rata, senza considerare tutto il resto – bollette, spesa, altri prestiti già in corso, imprevisti. Per questo il primo passo, prima ancora del calcolo rata di un prestito, è avere un quadro chiaro delle proprie spese mensili.

 L’importanza di una corretta gestione del budget

Sapere come gestire lo stipendio e le spese quotidiane è il primo passo per capire quanto puoi realmente permetterti di destinare a una nuova rata. Una buona gestione del budget parte da un gesto semplice: annotare ogni mese entrate e uscite, distinguendo le spese fisse da quelle variabili.

Costruire un budget familiare permette così di individuare il margine effettivamente disponibile dopo aver considerato affitto o mutuo, utenze, spesa, trasporti ed eventuali rate già in corso.

Puoi farlo anche utilizzando strumenti ad hoc o modelli già predisposti per il calcolo del budget domestico. [link al modello scaricabile di kruk]

Un’altra buona abitudine è destinare, quando possibile, una parte delle proprie disponibilità a un fondo di emergenza, utile per affrontare eventuali spese impreviste.

Quanto posso chiedere di prestito? Strumenti utili per un’attenta valutazione

Prima ancora di rivolgerti a una banca o a una finanziaria, puoi valutare da te quanto le rate di un prestito siano realmente alla portata del tuo portafoglio.

Il rapporto rata/reddito: la regola del terzo

Uno degli strumenti più semplici ed efficaci per orientarsi è il rapporto rata/reddito, cioè quanta parte del tuo stipendio netto va a coprire le rate dei finanziamenti. La Banca d’Italia raccomanda di non superare il 30% circa del reddito mensile netto: è una specie di soglia di sicurezza, oltre la quale aumenta il rischio di non riuscire a far fronte agli imprevisti.

Facciamo un esempio pratico: se lo stipendio netto mensile è di 1.800 euro, la somma di tutte le rate in corso (mutuo, prestito auto, finanziamenti vari) non dovrebbe superare circa 540 euro. Se hai già un prestito con una rata da 300 euro e stai valutando di aprirne un altro, la nuova rata sostenibile non dovrebbe superare i 240 euro residui, per restare dentro la soglia consigliata.

Simulazione della rata del prestito

Prima di firmare qualsiasi contratto, conviene sempre fare una simulazione della rata del prestito: quasi tutti gli istituti di credito mettono a disposizione simulatori online gratuiti, dove basta inserire importo, durata e tasso per vedere subito quanto si pagherà ogni mese.

È un passaggio che richiede pochi minuti, ma permette di confrontare diverse soluzioni e di scegliere quella più adatta alle proprie possibilità, invece di scoprire solo dopo la firma che la rata pesa troppo sul budget.

Piccoli passi per una gestione dei debiti più serena

In definitiva, il calcolo della rata di un prestito non dovrebbe limitarsi a stabilire quanto pagherai ogni mese, ma aiutarti a capire se quell’importo è davvero compatibile con il tuo budget nel tempo.

Prima di valutare una nuova rata, fai un semplice controllo:

  1. Somma tutte le entrate nette mensili per avere un quadro chiaro delle tue disponibilità.
  2. Sottrai le spese essenziali, le rate già in corso e una quota da destinare agli imprevisti.
  3. Confronta ciò che resta con l’importo della nuova rata per capire quanto inciderebbe sul tuo budget mensile.

Se dopo questo breve check, ti rendi conto che il margine a disposizione per un nuovo impegno economico sarebbe troppo ridotto o che la nuova rata ti costringerebbe a rinunciare a spese essenziali, potrebbe non essere sostenibile per il tuo budget.

Una simulazione della rata, accompagnata da una corretta gestione delle finanze personali, può quindi aiutarti a fare una scelta più consapevole, ridurre il rischio di accumulare rate non pagate e prevenire future difficoltà economiche.

È anche questo il valore dell’educazione finanziaria promossa dalla Giornata Senza Debiti: conoscere meglio le proprie disponibilità per assumere impegni sostenibili e gestire con maggiore serenità le proprie finanze.

Vuoi capire meglio come calcolare la sostenibilità di una rata? Utilizza gli strumenti messi a disposizione da KRUK per la Giornata Senza Debiti per tenere traccia di entrate, spese e rate già in corso. Potrai così avere un quadro più chiaro del tuo budget e valutare con maggiore consapevolezza un nuovo impegno finanziario.

Scopri gli strumenti della Giornata Senza Debiti.

IL GRUPPO KRUK CHIUDE IL 2025 CON RISULTATI RECORD: UTILE NETTO E EBITDA AI MASSIMI STORICI

16 marzo 2026 – Il Consiglio di Amministrazione di KRUK S.A. ha pubblicato i risultati finanziari Del Gruppo per l’esercizio concluso il 31 dicembre 2025.

L’utile netto del Gruppo per l’intero 2025 ha raggiunto 255,9 milioni di EUR, segnando un aumento dell’1% rispetto all’anno precedente, mentre l’EBITDA di cassa si è attestato a 628 milioni di EUR, in crescita del 12% su base annua. Si tratta dei risultati più elevati mai registrati nella storia del Gruppo dalla sua fondazione.

Nel quarto trimestre 2025, l’utile netto è stato pari a 49 milioni EUR, in aumento dell’81% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre l’EBITDA di cassa ha raggiunto 155 milioni EUR, con una crescita del 25%.

Nel corso dell’intero esercizio 2025, i recuperi dai portafogli di crediti acquistati sono stati pari a 923,8 milioni EUR, in aumento dell’11% rispetto all’anno precedente, mentre gli investimenti in portafogli di crediti hanno raggiunto 523,9 milioni EUR, in calo del 21% su base annua. I mercati esteri hanno rappresentato il 71% degli investimenti totali e il 60% dei recuperi complessivi in contanti.

Alla fine del 2025, il Gruppo deteneva attività per un valore complessivo di 3,06 miliardi EUR, in aumento del 12% rispetto all’anno precedente. Il valore contabile degli investimenti in portafogli di debito era pari a 2,7 miliardi EUR, corrispondente all’89% delle attività complessive.

Il patrimonio netto è aumentato del 18% rispetto alla fine del 2024, raggiungendo 1,26 miliardi EUR. Il rapporto tra indebitamento netto ed EBITDA di cassa si è attestato a 2,6 alla fine del 2025, rispetto a 2,7 alla fine del 2024.

“Il 2025 segna un ulteriore anno di crescita record per il Gruppo KRUK, consolidando la nostra leadership in particolare nel segmento dei crediti retail unsecured. Oggi KRUK si conferma, per dimensioni, la più grande società di recupero crediti al mondo per capitalizzazione di mercato. Questi risultati ci consentono di proseguire con ancora maggiore slancio nell’attuazione della strategia ambiziosa annunciata all’inizio dell’anno, che entro il 2029 mira a raddoppiare gli asset gestiti fino a 3,5 miliardi di euro, migliorando al contempo l’efficienza operativa e rafforzando gli investimenti nella trasformazione digitale. Sono orgoglioso di poter affermare che nel 2025 i nostri sforzi ci hanno ulteriormente avvicinato al raggiungimento degli obiettivi strategici prefissati”, ha dichiarato Piotr Krupa, CEO e Presidente del Consiglio di Amministrazione di KRUK S.A.

Nel complesso, i recuperi dai portafogli acquistati dal Gruppo sono aumentati di 90,5 milioni EUR su base annua (+11%), trainati in particolare dai maggiori recuperi registrati in Italia (+47,1 milioni EUR) e in Polonia (+27,8 milioni EUR).

In questo contesto, l’Italia rappresenta un mercato chiave in termini di crescita e investimenti. La quota di mercato complessiva di KRUK nel nostro Paese è stimata intorno al 18%, mentre nel segmento della spesa per crediti retail unsecured sul mercato primario la quota raggiunge circa il 31%.

L’Italia è stata inoltre il primo Paese per volume di investimenti: nel nostro mercato KRUK ha investito circa 181,5 milioni EUR, seguito dalla Polonia con 151,5 milioni EUR. Inoltre, recentemente, KRUK Italia ha concluso l’acquisto di portafogli di crediti retail unsecured sul mercato italiano, per un valore nominale complessivo di circa 285 milioni di euro. Un’operazione importante che si inserisce perfettamente nel percorso di crescita del Gruppo in Italia, mercato in cui KRUK opera da oltre dieci anni.

“L’Italia è uno dei mercati principali per il Gruppo KRUK e rappresenta un pilastro della nostra strategia di lungo periodo. Abbiamo continuato a rafforzare la nostra presenza non solo nel nostro asset class principale, il retail unsecured, ma abbiamo compiuto anche un ulteriore passo avanti nel segmento corporate secured. Continuiamo a investire nel Paese con convinzione, facendo leva su una solida esperienza nel settore, su una struttura finanziaria robusta e su una strategia globale che vede il ruolo dell’Italia in primo piano. Continueremo a rafforzare il nostro ruolo di partner affidabile per gli istituti finanziari italiani, con l’obiettivo di contribuire al riequilibrio dell’intero sistema economico attraverso il ricircolo di risorse cruciali per la crescita del Paese”, ha dichiarato Tomasz Kurr, CEO di KRUK Italia.

Giornata contro la violenza sulle donne – la violenza di genere passa dalla disparità economica?

Milano 10 novembre 2025 – Secondo una ricerca condotta da Ipsos per l’iniziativa della Giornata Senza Debiti di KRUK Italia, la disparità economica significativa tra donne e uomini nel nostro Paese passa dalla scarsa educazione finanziaria che le donne sentono di avere nei confronti di gestioni più rilevanti, come ad esempio può essere un finanziamento o un debito insoluto. E la poca alfabetizzazione economica è proporzionata alla scarsa confidenza nella gestione, che inevitabilmente porta le donne al non essere economicamente indipendenti, e dunque legate alla figura maschile della famiglia che, di fatto in molti casi, detiene il controllo delle risorse economiche. Quindi sì, la violenza economica è una forma, spesso silenziosa, di violenza di genere, e riconoscerla è il primo passo per combatterla.

POCA EDUCAZIONE E DISPONIBILITÀ ECONOMICA PROVOCANO PAURA, VERGOGNA E ANSIA

La ricerca KRUK – Ipsos ha acceso i riflettori su un tema ancora troppo sottovalutato: la disparità di genere nella gestione del denaro e del debito. Il 64% delle donne si sente poco o per nulla preparata in ambito finanziario, contro il 45% degli uomini, anche se le donne si dimostrano più caute: del 41% degli italiani che ha un debito, gli uomini sono il 62% vs. il 38% delle donne. Tuttavia, le donne vivono il debito con maggiore disagio emotivo: il 50% dichiara di provare vergogna per la propria situazione debitoria (contro il 24% degli uomini), e il 40% ammette di non riuscire a dormire la notte anche al solo pensiero di non poter pagare una bolletta. Uno stato d’animo che, in situazioni di criticità, non può che contribuire ad aggravare il senso di inferiorità e dipendenza daI partner. Inevitabilmente, questo stato di ansia e insicurezza è inoltre strettamente connesso a una minore disponibilità economica: secondo i dati ISTAT, lavora solo una donna su due (53,7%), contro il 71,4% degli uomini, e l’Italia è fanalino di coda nell’UE, al 27° posto per tasso di occupazione femminile.
Non sorprende quindi che le donne abbiano meno potere d’acquisto e si trovino più spesso in difficoltà nel bilancio familiare: il 10% delle donne ammette di spendere più di quanto guadagna, contro il 3% degli uomini, secondo la ricerca KRUK – Ipsos per La Giornata Senza Debiti.

LA GESTIONE FINANZIARIA PIÙ COMPLESSA E RILEVANTE NON INCONTRA PARITÀ DI GENERE

Al di là delle spese correnti, la gestione delle risorse finanziarie più corpose e rilevanti per una sicurezza futura è in larga parte controllata dagli uomini: se per i conti correnti e i mutui prima casa c’è parità, solo il 16% delle donne possiede investimenti finanziari (azioni, fondi, ETF) contro il 32% degli uomini. Ancora più marcato il divario nelle coperture assicurative vita o salute (8% vs. 16%).

DONNE PIÙ CAUTE

Eppure, dall’esperienza decennale di KRUK emerge che gli uomini con debiti insoluti sono quasi il doppio delle donne (a giugno 2025 il bilancio dei debiti di privati gestiti da KRUK era del 63% degli uomini vs. il 37% delle donne). Un segnale che le donne, pur con minori risorse, sono spesso più caute e responsabili nella gestione delle finanze personali. Tuttavia, l’autopercezione resta un ostacolo: il 64% delle donne dichiara di sentirsi poco o per nulla preparata sul piano finanziario, contro il 45% degli uomini.

“Il debito insoluto è una condizione che genera paura, ansia e vergogna, soprattutto perché chi si trova in questa situazione perde fiducia nelle proprie capacità. Eppure, affrontare questa condizione semplicemente parlandone con un esperto e informandosi sulle diverse possibilità di gestirlo, è un passo che rovescia la percezione del problema perché lo si comincia ad affrontare con pragmatismo. La dignità economica è un diritto fondamentale ed è di cruciale importanza che le persone rispettino le capacità di gestione finanziaria e l’indipendenza economica delle donne che hanno accanto.  
Tutti meritiamo di sentirci più sicuri e liberi quando si tratta delle nostre finanze, e questo inizia con la consapevolezza, l’istruzione e il coraggio di fare il primo passo.”
 – dichiara Catalin Cucu, COO di KRUK Italia.
 

La Giornata Senza Debiti, oltre a sensibilizzare le persone sul tema, ha il ruolo di fornire a chi vive il debito una guida verso soluzioni sostenibili, riducendo il peso emotivo e restituendo fiducia. Perché le persone non devono subire passivamente la situazione debitoria, ma possono diventare protagoniste della propria gestione finanziaria. Nella pagina dedicata all’iniziativa, infatti, è possibile trovare consigli pratici e informazioni essenziali per tutti coloro che hanno un debito https://it.kruk.eu/giornatasenzadebiti​

NOTA BENE – La Giornata Senza Debiti di KRUK Italia nasce con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza e informazione sulla gestione del debito. L’iniziativa ha finalità esclusivamente divulgative e non commerciali: KRUK Italia, infatti, non offre servizi diretti ai privati ma gestisce esclusivamente portafogli di crediti acquisiti sul mercato.

Giornata senza debiti: il 41% degli italiani ha almeno un debito a suo nome e nella difficoltà si rivolge ad amici e parenti (39%) per paura di sentirsi giudicati dagli altri

La ricerca IPSOS per KRUK Italia in occasione della Giornata senza Debiti accende un faro sui comportamenti, le reazioni psicologiche e la situazione economica degli italiani rispetto a un tema troppo taciuto, ma con un impatto importante sulla vita delle persone: il debito

30 ottobre 2025 –In una situazione generale dove l’80% degli italiani sente il peso dell’aumento dei prezzi sul budget familiare e in cui quasi 4 italiani su 10 (37%) non riuscirebbero ad affrontare una spesa imprevista di 1.000€, contrarre dei debiti è ormai uno strumento irrinunciabile per gran parte della popolazione, quasi 1 italiano su 2, secondo la ricerca condotta da Ipsos per KRUK in occasione della Giornata Senza Debiti del prossimo 14 novembre.

L’analisi mette in luce che al 13% degli italiani che ha un debito è successo di saltare almeno una rata, tuttavia, nonostante il quadro di grande difficoltà generale, il tema dei debiti rimane qualcosa da tenere nascosto, e difficilmente le persone si rivolgono ad esperti per risolvere la propria situazione ed evitare spiacevoli conseguenze future.

Il 77%, infatti, non vive la propria situazione debitoria con tranquillità. Le emozioni più comuni associate al debito sono: ansia (33%), vergogna (26%), paura (21%). Permane un senso di vergogna e tabù: il 70% non parlerebbe dei propri debiti con nessuno, e dunque il 39% preferisce affidarsi a parenti o amici per cercare aiuto invece di rivolgersi a professionisti del credito.

Istituita da KRUK a livello internazionale 16 anni fa e giunta in Italia alla seconda edizione, la Giornata Senza Debiti ha proprio lo scopo di creare più consapevolezza e incoraggiare le persone a parlare di questo problema per poterlo affrontare, perché un debito, se gestito, è più leggero del previsto.

L’ECONOMIA ITALIANA SI REGGE SUL DEBITO

Metà della popolazione non è soddisfatta della propria situazione economica e il 50% non si aspetta cambiamenti nei prossimi 12 mesi. In questo scenario, il 51% degli italiani ammette che i prestiti hanno consentito loro l’accesso anche a beni di prima necessità (come l’acquisto dell’auto) e il 41% ha almeno un finanziamento a proprio nome, dati che confermano che l’economia reale si regge sul debito, che è ormai uno strumento imprescindibile per la sostenibilità economica delle famiglie.

Eppure, per poca consapevolezza o per fatalismo, tanti italiani non sempre sono capaci di gestire i debiti: se il 13% tra coloro che hanno prestiti ha saltato almeno una rata, il 16% ha rischiato di saltarla. “In un contesto socioeconomico di diffusa fragilità, è fondamentale prestare attenzione ai comportamenti che possono esporre le persone al rischio di sovraindebitamento. Accrescere l’educazione finanziaria delle persone, e sensibilizzare al tema di una incongrua esposizione finanziaria, migliora la capacità delle persone di prendere decisioni di finanziamento più consapevoli e per loro sostenibili, e aumenta un ricorso più sereno al credito limitando i rischi di una sovraesposizione debitoria.” – dichiara Andrea Alemanno, Head of Public Affairs & Corporate Reputation – Ipsos Doxa.

Un dato da tenere monitorato è sicuramente il 4% di italiani che ammette di usare lo strumento del Buy Now Pay Later, il cui utilizzo è in forte crescita, addirittura per necessità essenziali come la spesa alimentare. Un comportamento cui prestare attenzione, per capire se sia frutto di un’abitudine alla rateizzazione o se sia espressione di una precarietà sociale.

SFERA EMOTIVA

A contribuire al contesto di incertezza economica, vi è in primis la scarsa alfabetizzazione finanziaria, con il 35% degli italiani che dichiara di non conoscere nulla delle nozioni base di economia e finanza (mutui, prestiti, tassi di interesse…, etc). Quello che tuttavia desta maggiore preoccupazione è la componente psico-emotiva che nelle decisioni economiche gioca un ruolo di primo piano: la paura come l’entusiasmo sono determinanti nell’influenzare l’economia; e una situazione debitoria comporta sempre un carico emotivo, che può portare a decisioni impulsive o errate.

Obiettivo di questa ricerca e della Giornata Senza Debiti è, infatti, depotenziare il carico di negatività e vergogna che accompagna chi ha difficoltà con i debiti: il debito si può affrontare e, se gestito razionalmente, è più leggero di quello che sembra. La situazione debitoria preoccupa: soprattutto i giovanissimi e gli over 55enni sono i più sensibili alla parola ‘debito’, con sentimenti misti che spaziano da preoccupazione, agitazione, vergogna, paura e rabbia. Mentre solo 1 italiano su 5 considera il debito come un mezzo per disporre di cose di cui si ha bisogno e ritiene di poterlo fronteggiare con serenità, per contro quasi 1 italiano su 5 non dormirebbe la notte al pensiero di dover saltare una rata. E le prime 3 sensazioni che si provano associate ai debiti sono: ansia (33%), vergogna (26%) e paura (21%). Nonostante questo, molti non si attrezzano con strumenti di protezione ‘in caso di pioggia’: solo il 3% della popolazione associa un’assicurazione a tutela del suo debito, una percentuale fin troppo bassa se 1 italiano su 4 è consapevole di poter rischiare di saltare una rata del debito, e quasi la metà del campione (47%) non sa che esistono società specializzate nel recupero crediti o ne è a conoscenza ma non sa esattamente cosa facciano.

COME SI AFFRONTA: OGGI GLI ITALIANI SI RIVOLGONO AI PARENTI…

Il 70% del campione non parlerebbe di debiti e la prima resistenza che la Giornata Senza Debiti di KRUK vuole smantellare è proprio il tabù che circonda questo tema, facilitando una conversazione trasparente, in cui le persone non si sentano giudicate e sole. Troppo spesso, infatti, chi vive difficoltà economiche si rivolge prima a familiari o conoscenti (39%), che non hanno le competenze necessarie, invece di affidarsi a interlocutori che possono aiutarli a gestire questa difficoltà. Comportamento che rischia di aggravare la situazione debitoria perché spesso l’aiuto da una persona cara permette solo di posticipare il problema e non di risolverlo. “La Giornata Senza Debiti, celebrata il 14 novembre durante il Mese dell’Educazione Finanziaria, ci ricorda che la libertà finanziaria inizia con la consapevolezza e l’azione. In oltre dieci anni di osservazione dell’andamento del debito in Italia, abbiamo visto che le persone che risolvono la propria situazione finanziaria non solo riacquistano accesso al credito, ma recuperano anche fiducia, serenità ed equilibrio sociale. Gestire il debito non è solo una questione di numeri, ma significa ritrovare speranza e fiducia in sé stessi. Ecco perché incoraggiamo tutti: non abbiate paura, fate il primo passo e affrontate la sfida con un piano chiaro e razionale.” – spiega Tomasz Kurr, Ceo di KRUK Italia

La Giornata Senza Debiti, oltre a sensibilizzare le persone sul tema, ha il ruolo di fornire a chi vive il debito una guida verso soluzioni sostenibili, riducendo il peso emotivo e restituendo fiducia. Perché le persone non devono subire passivamente la situazione debitoria, ma possono diventare protagoniste della propria gestione finanziaria. Nella pagina dedicata all’iniziativa, infatti, è possibile trovare consigli pratici e informazioni essenziali per tutti coloro che hanno un debito https://it.kruk.eu/giornatasenzadebiti​

NOTA BENE – La Giornata Senza Debiti di KRUK Italia nasce con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza e informazione sulla gestione del debito. L’iniziativa ha finalità esclusivamente divulgative e non commerciali: KRUK Italia, infatti, non offre servizi diretti ai privati ma gestisce esclusivamente portafogli di crediti acquisiti sul mercato.

Nota Ufficiale: Avviso su contenuti fuorvianti condivisi su alcuni social network

A cura di UNIREC – Unione nazionale imprese a tutela del credito

Negli ultimi giorni abbiamo rilevato la diffusione, tramite alcuni canali social come Facebook e TikTok, di informazioni inesatte, imprecise e fuorvianti riguardanti l’iscrizione obbligatoria al nuovo Albo di Banca d’Italia da parte delle società di recupero del credito.

In merito a questi video si precisa quanto segue: le agenzie di recupero credito autorizzate ai sensi dell’art. 115 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (R.D. 18 giugno 1931, n. 773) sono legittimate a svolgere la propria attività, in quanto munite di apposita autorizzazione del Ministero dell’Interno. 

Esse possono altresì operare, nell’ambito delle medesime autorizzazioni, quali fornitori di servizi esternalizzati per conto di soggetti autorizzati ai sensi del Testo Unico Bancario (D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385). 

Qualsiasi affermazione di senso contraria è falsa.

La nostra missione rimane quella di garantire trasparenza, affidabilità e correttezza in tutte le comunicazioni e di tutelare il settore da narrazioni che rischiano di danneggiare il lavoro di chi vi opera.

Per segnalazioni o richieste di chiarimento potete scriverci a: info@unirec.it  

Grazie per l’attenzione e per la fiducia.

Link a comunicato originale

KRUK Italia acquisisce nuovo portafoglio da 140 milioni

Milano, 28 luglio 2025 – KRUK Investimenti, veicolo di cartolarizzazione di KRUK Italia, annuncia di aver acquistato un nuovo portafoglio retail unsecured da una primaria Banca italiana.

Si tratta prevalentemente di un pacchetto di prestiti personali di piccolo taglio, dal valore nominale di circa 140 milioni di euro per oltre 14.000 linee, che portano gli asset al momento gestiti dal Gruppo KRUK in Italia a quasi 7 miliardi di euro.

Roberto D’Orazi commenta così questo nuovo traguardo: “Siamo felici e orgogliosi di aver rinnovato la nostra partnership con un primario Gruppo Bancario nel mercato italiano; questa acquisizione conferma come KRUK Italia, mettendo a disposizione competenze e flessibilità, sia sempre di più un partner di riferimento per le istituzioni finanziarie nazionali.”

Catalin Cucu, Membro del Consiglio Amministrativo e Direttore Operativo di KRUK Italia, aggiunge: “L’acquisto di questo nuovo portafoglio si inserisce perfettamente nella strategia di crescita ambiziosa che il Gruppo intende perseguire nei prossimi cinque anni a livello italiano ed europeo. Operativamente abbiamo colto la sfida e, attraverso un continuo processo di trasformazione, stiamo diventando sempre più efficienti e pronti al futuro.” 

KRUK CONTINUA A CRESCERE NEL 2024, ANCHE IN ITALIA, E LANCIA UNA NUOVA STRATEGIA PER IL FUTURO RISULTATI FINANZIARI CON UN UTILE NETTO AI MASSIMI STORICI

Il Gruppo KRUK rilascia i risultati finanziari conclusi il 31 dicembre 2024, tra i migliori di sempre. L’utile netto del Gruppo per il 2024 ha infatti raggiunto i €256.944.000 (1.074 milioni di zloty), segnando un aumento del 9% rispetto all’anno precedente, mentre l’EBITDA di cassa si è attestato a 2.374 milioni di zloty, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente. Entrambe le cifre rappresentano i più alti risultati dell’intero anno nella storia del Gruppo.

Nel quarto trimestre del 2024, l’utile netto si è attestato a circa €27.512.685 (115 milioni di zloty), con un calo del 49% rispetto all’anno precedente, mentre l’EBITDA di cassa del periodo è stato di 604 milioni di zloty, con una crescita del 25% rispetto all’anno precedente. I recuperi dai portafogli di debito acquistati nel 2024 sono stati pari a circa €845.955.276 (3.536 milioni di zloty) (in aumento del 15% rispetto all’anno precedente), mentre gli investimenti in portafogli di debito sono stati pari a circa €676.572.828 (2.828 milioni di zloty) (in calo del 5% rispetto all’anno precedente).

Alla fine del 2024, il Gruppo deteneva asset per 11,6 miliardi di zloty, con un aumento del 17% rispetto all’anno precedente. Il valore contabile degli investimenti del Gruppo in portafogli di debito era di 10,5 miliardi di zloty e rappresentava il 90% delle sue attività. Il patrimonio netto è aumentato del 19% rispetto alla fine del 2023, raggiungendo i 4,5 miliardi di zloty. Il rapporto tra debito netto ed EBITDA di cassa era pari a 2,7 alla fine del 2024, rispetto a 2,4 alla fine del 2023.

“ Sono estremamente soddisfatto della performance del Gruppo KRUK nel 2024, poiché abbiamo chiuso i conti con un utile netto superiore a 1 miliardo di zloty. Insieme a un EBITDA di cassa da record, questo successo rappresenta la giusta conclusione del nostro piano strategico 2019-2024. Tutte le altre aree geografiche hanno contribuito positivamente ai risultati finanziari del Gruppo. In particolare, le nostre attività italiane hanno registrato un anno da record, con un EBITDA di ben €626.810.753 (262 milioni di zloty)”, commenta Piotr Krupa, Presidente del Consiglio di amministrazione e Amministratore delegato di KRUK S.A. “Restiamo leader indiscusso nell’acquisto di portafogli di crediti al dettaglio non garantiti in Polonia, Romania, Italia e Spagna. Inoltre, alla fine del 2024, KRUK vantava la più alta capitalizzazione di mercato tra le società di recupero crediti quotate in borsa a livello mondiale. L’anno scorso abbiamo anche ampliato la nostra presenza sul mercato francese, dove abbiamo acquisito i nostri primi 13 portafogli in collaborazione con un servicer locale. Siamo entrati nel 2025 con un forte slancio, iniziando l’anno con l’annuncio della nostra nuova strategia quinquennale, in cui abbiamo riaffermato il nostro impegno per la crescita continua di KRUK”.

Qualche highlight sul mercato italiano, che segna per un altro anno consecutivo importanti risultati di crescita e resta uno dei più rilevanti nella strategia di crescita del Gruppo:

  • Le attività di debito in sofferenza detenute dalle banche italiane sono diminuite significativamente nel periodo 2020-2024, ma rimangono ancora a un livello elevato.
  • Secondo le stime del Gruppo KRUK, nel 2024 l’offerta aggregata di portafogli di debito non garantiti al dettaglio, per le PMI e per le imprese era superiore a €8.134.185.349 (34 miliardi di zloty), di cui i portafogli di debito non garantiti al dettaglio ammontavano a €4.569.498.240 (19,1 miliardi di zloty) (importi nominali).
  • €2.416.331.530 (10,1 miliardi di zloty) di debito al dettaglio non garantito sono stati venduti sul mercato secondario.
  • La quota di KRUK sul mercato italiano nel suo complesso è stimata al 21%.
  • La sua quota nella spesa per il debito retail unsecured sia sul mercato primario che su quello secondario è stimata al 46%.

L’Italia, che nel 2025 festeggia 10 anni di presenza, si conferma quindi un mercato centrale per gli obiettivi dell’azienda, come spiega anche Tomasz Kurr, CEO di KRUK Italia: “KRUK Italia continua a rafforzare la sua posizione strategica, contribuendo in modo significativo al successo del Gruppo. Nel 2024, i ricavi sono aumentati del 35% rispetto all’anno precedente, mentre gli investimenti hanno coperto il 30% del totale del Gruppo. L’Italia rimane uno dei principali mercati per la crescita futura del Gruppo, con un forte focus sul settore retail ma anche una graduale espansione nella classe di asset corporate. Lo scorso anno, per confermare la nostra expertise nel segmento dei consumatori retail, abbiamo rafforzato il nostro impegno nell’educazione finanziaria portando per la prima volta in Italia la Giornata Senza Debiti.

Ad inizio 2025, il Gruppo KRUK ha presentato la strategia per i prossimi cinque anni, in cui mira a un’importante espansione commerciale e prevede di investire in questo arco temporale tanto quanto ha fatto in tutta la propria storia operativa (circa 15 miliardi di zloty). Per mettere in atto questa strategia, tra le altre, KRUK mira ad una crescita dinamica del personale mantenendo stabile il numero di dipendenti sotto le 4.000 unità nei mercati in cui opera, migliorando l’efficienza operativa, andando incontro a una trasformazione digitale, con focus su gestione dei dati, supportata da dipendenti sempre più qualificati e un solido sistema di gestione del rischio.