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KRUK si occupa da anni di recupero e gestione del credito di banche, compagnie di assicurazioni e altri istituti finanziari. Il nostro scopo è aiutare i clienti a rimborsare il debito.

KRUK, in qualità di titolare del credito, contatta le persone con un debito problematico derivante ad esempio da prestiti o finanziamenti, carte di credito e conti corrente, utenze telefoniche, abbonamenti a servizi televisivi, Internet e così via. Il primo contatto stabilito da un consulente di KRUK è finalizzato a trovare un accordo che permetta al cliente di saldare il debito nel modo più agevole.

Il modo più rapido per mettersi in contatto è chiamare il numero 06 83361571 o scrivere nella Chat disponibile su questo sito internet.

Inoltre, puoi contattarci via posta, compilare il form disponibile sul sito Web o scrivere all’indirizzo e-mail: servizioclienti@it.kruk.eu.

 

Nella lettera inviata da KRUK contenente i dettagli sulla pozione debitoria è indicato l’apposito numero di conto per il pagamento. In alternativa, per conoscere il conto su cui effettuare il versamento è possibile telefonare al nostro Contact Center. Quando effettui il pagamento dovrai specificare nome e cognome e numero di pratica nella causale.

Un Field Advisor (detto anche consulente del credito domiciliare)  è un dipendente di KRUK che durante una visita presso il cliente può discutere la posizione debitoria e concludere un accordo transattivo con quest’ultimo, nonché accettare un pagamento. Tutti i servizi forniti da un consulente del credito domiciliare sono totalmente gratuiti.

Per recupero crediti stragiudiziale (o bonario) si intende la definizione di un accordo con il cliente evitando procedure giudiziali e l’intervento dell’Ufficiale giudiziario. La strategia pro-accordo transattivo di KRUK funziona in questo modo: per prima cosa si analizza la situazione finanziaria del cliente, poi si definisce un vantaggioso piano di rientro commisurato alle sue possibilità economiche. Grazie a questo metodo, i clienti di KRUK possono rimborsare gradualmente il debito e riconquistare la propria credibilità finanziaria.

A fini di sicurezza e qualità del nostro servizio, tutte le conversazioni telefoniche sono registrate.

Oggetto della conversazione sono il debito e la situazione finanziaria del cliente, perciò, per motivi di sicurezza, dobbiamo essere certi di parlare con la persona giusta. Prima di scendere nel dettaglio della pratica, ti chiediamo di comunicarci la data di nascita per confermare la tua identità.

Un piano di rientro sottoscritto non può subire variazioni. Una eventuale richiesta di modifica dovrà essere opportunamente valutata. Scriva a servizioclienti@it.kruk.eu per dettagli circa la procedura da seguire per ricevere un formale riscontro.

Richieda un contatto con un nostro consulente utilizzando la mail servizioclienti@it.kruk.eu o utilizzando il nostro servizio LiveChat.

 

Richieda un contatto con un nostro consulente utilizzando la mail servizioclienti@it.kruk.eu o utilizzando il nostro servizio LiveChat.

Può richiedere tutta la documentazione in nostro possesso contattando il nostro servizio clienti all'indirizzo servizioclienti@it.kruk.eu.

Assolutamente si. KRUK Italia, per venire incontro ai propri Clienti prevede la possibilità di richiedere e formulare un piano di rientro rateizzato su misura del richiedente.

KRUK Italia tratta i dati personali dei clienti sulla base del legittimo interesse perseguito dal Titolare del trattamento (Articolo 6, paragrafo 1, lettera f) del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati), noto anche come “GDPR”), per finalità relative al recupero del credito. Ulteriori informazioni sul trattamento dei dati personali sono disponibili alla pagina Web https://it.kruk.eu/informativa-privacy.

I dati sensibili sono informazioni di natura altamente personale che rivelano l’origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, o l’appartenenza sindacale, nonché dati genetici, dati biometrici che consentono l’identificazione univoca di una persona, dati relativi alla salute o all'oriantamento sessuale.

È possibile presentare un reclamo nei seguenti modi: • per iscritto, inviando una lettera all’indirizzo: KRUK Italia S.r.l., Via Taviani 170 - 19125 La Spezia,  • telefonicamente, chiamando il numero: 06 83361571  • in modalità elettronica, tramite il form di contatto disponibile sul sito www.it.kruk.eu o scrivendo all’indirizzo e-mail: servizioclienti@it.kruk.eu.

Un reclamo deve necessariamente includere il numero di pratica (in assenza del quale la richiesta non potrà essere presa in carico) e inoltre una descrizione della situazione e il motivo della presentazione del reclamo. Occorre allegare anche eventuali documenti comprovanti la validità del reclamo e, in caso lo scrivente agisca per conto di terzi, la delega.

KRUK fornirà un riscontro entro 30 giorni dalla ricezione del reclamo. Tuttavia, in casi giustificati, se risulta impossibile rispettare la suddetta scadenza, comunicheremo al cliente per iscritto i motivi del ritardo nonché il nuovo termine, che non potrà comunque superare i 60 giorni dalla ricezione del reclamo. La risposta sarà fornita per iscritto o in formato elettronico.

È un accordo con cui il creditore trasferisce il suo credito ad un’altra persona fisica o giuridica.

Le basi giuridiche che disciplinano la cessione del credito sono l’art. 1260 e seguenti del Codice Civile e, per quanto riguarda le operazioni di cartolarizzazione, la Legge 130/99. In pratica, il creditore originale (l’ente titolare del credito) può legalmente trasferire a titolo oneroso il suo credito a un’altra società, ad esempio KRUK.

Da quel momento in poi, il credito deve essere rimborsato al nuovo creditore (l’acquirente del credito). La differenza portata dalla disciplina codicistica è che in tale contesto è richiesta l’accettazione del debitore.

Ad eccezione di quanto previsto dal Codice Civile in materia di cessione, un creditore può vendere un credito (ovvero trasferire a titolo oneroso i diritti su un determinato credito) a un altro soggetto senza il consenso del debitore.

Tale privilegio del creditore deriva dall’art. 58 del Testo Unico Bancario (TUB), che rende opponibile la cessione senza consenso solo dopo la pubblicazione della stessa cessione in Gazzetta Ufficiale.

Solo dopo tale pubblicazione, il nuovo creditore ha il pieno diritto di rivendicare il credito come qualsiasi altro creditore, in via bonaria o giudiziale.

Un debito è costituito dalla quota in linea capitale (capitale non rimborsato) e da tutti i costi aggiuntivi maturati nel corso della durata del contratto e dopo la relativa scadenza/risoluzione, ad esempio: interessi, costi dei solleciti e oneri aggiuntivi. In caso di procedura giudiziaria, il debito comprende anche le spese legali liquidate dal giudice.

Dietro consenso del cliente (debitore), un’altra persona può gestire la posizione per facilitare il raggiungimento di un accordo ed il rientro del debito. A tal fine, è necessario autorizzare formalmente il terzo; tuttavia il pagamento dovrà essere eseguito dal cliente originale, anche se con il denaro ottenuto da un’altra persona.

I dipendenti di KRUK sono vincolati dal Regolamento Generale Europeo sulla protezione dei dati, noto anche come GDPR. Ai sensi di tale Regolamento, non possiamo divulgare informazioni a terze parti (inclusa la famiglia ed i  conviventi) senza autorizzazione. Tale regola è anche espressamente prevista dal nostro Codice di condotta, che disciplina l’attività di recupero crediti.

Come specificato nel suddetto Codice, possiamo discutere del debito con un terzo solo se il cliente ha formalmente autorizzato quest’ultimo a parlarne con noi. Siamo tenuti a verificare tale autorizzazione, in quanto requisito obbligatorio in questo specifico contesto ed, in caso contrario, dobbiamo interrompere qualsiasi tipo di conversazione e contatto con la terza parte.

Il decreto ingiuntivo è il provvedimento attraverso il quale il giudice competente, su richiesta del titolare di un credito certo, liquido ed esigibile, fondato su prova scritta, ingiunge al debitore di adempiere l’obbligazione (pagare una determinata somma o consegnare una determinata quantità di cose, ecc.), entro il termine di quaranta giorni dalla notifica, avvertendolo che entro lo stesso termine potrà proporre opposizione e che, in mancanza, si procederà ad esecuzione forzata.

Il precetto è l’intimazione rivolta al debitore di adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo e nel contestuale avvertimento che, in mancanza di adempimento, si procederà ad esecuzione forzata.

Quanto al contenuto il precetto, ai sensi dell'art. 480 c.p.c., “[…] deve contenere a pena di nullità l’indicazione delle parti, della data di notificazione del titolo esecutivo, se questa è fatta separatamente, o la trascrizione integrale del titolo stesso, quando è richiesta dalla legge. In quest'ultimo caso l’Ufficiale giudiziario, prima della relazione di notificazione, deve certificare di avere riscontrato che la trascrizione corrisponde esattamente al titolo originale. Il precetto deve inoltre contenere la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio della parte istante nel comune in cui ha sede il giudice competente per l’esecuzione. In mancanza le opposizioni al precetto si propongono davanti al giudice del luogo in cui è stato notificato, e le notificazioni alla parte istante si fanno presso la cancelleria del giudice stesso. Il precetto deve essere sottoscritto a norma dell'art. 125 c.p.c. e notificato alla parte personalmente a norma degli art. 137 c.p.c. e seguenti.”

Il precetto è atto recettizio, vale a dire produce effetti solo se è portato a conoscenza del destinatario a mezzo della notificazione. Va osservato che la notificazione dell’atto di precetto non costituisce atto introduttivo di alcun giudizio.

La quietanza è un documento rilasciato a un soggetto che ha estinto il proprio debito e con il quale, pertanto, viene certificato l’avvenuto pagamento da parte del creditore.

In KRUK Italia rilasciamo la quietanza liberatoria ai nostri clienti entro 30 giorni dalla riconciliazione della somma dovuta sul conto corrente.

 

Talvolta può capitare che si emettano dei pagamenti senza sapere se si dispone effettivamente di tale liquidità.

Si rischia di essere dichiarati protestati nel momento in cui si emette un assegno o si effettua un pagamento con carta di credito senza disporre di una somma di denaro nelle proprie effettive disponibilità finanziarie.

Una volta constatata la mancanza di accettazione o pagamento del titolo di credito, l’Ufficiale giudiziario emette l’atto di protesto.

Con atto di protesto si intende una procedura formale che consente di dichiarare il soggetto che non emette il pagamento come protestato.

In seguito alla sua emissione, il protesto viene trasmesso al Presidente della Camera di Commercio e la pubblicazione nell’Elenco Ufficiale dei Protesti si compie nei successivi 10 giorni.

Nell’arco della procedura appena menzionata, al soggetto dichiarato protestato deve essere notificata l’emissione dell’atto di protesto nei suoi confronti.

 

Il recupero giudiziale o esecuzione forzata è un’attività posta in essere dal creditore al fine di ottenere un decreto ingiuntivo. Una volta ottenuto il decreto ingiuntivo, il creditore può avvalersi di tale titolo esecutivo, che costituisce prova inconfutabile e accertata dell’esistenza del credito. Il decreto ingiuntivo con l’atto di precetto è quel documento che permette al titolare del credito di esercitare l’azione esecutiva nei confronti del debitore.

Sì. La cessazione di un’impresa non determina automaticamente la scadenza delle obbligazioni contratte durante lo svolgimento dell’attività. Ai sensi del Codice Civile, il titolare di una società di persone deve rispondere delle obbligazioni sociali con tutto il patrimonio personale. 

 

La remissione degli atti esecutivi si verifica quando l’Ufficiale giudiziario restituisce le risultanze negative dell’azione esecutiva affidatagli poiché infruttuosa, in quanto in un determinato momento il debitore non disponeva di beni sufficienti atti a soddisfare pienamente il credito esistente del creditore.

Pertanto, in capo al debitore sussiste ancora il debito ed il creditore può condurre ulteriori attività volte al recupero del credito, ad esempio attraverso un’azione esecutiva di diversa tipologia o la cessione del credito. 

Il meccanismo che regola l’applicazione degli interessi nelle obbligazioni pecuniarie è disciplinato dall’art. 1282 e seguenti del Codice Civile.

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